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Prof. Carlo Currado

Prof. Carlo Currado


(1901 - 2005 )
Prof. Carlo Currado


Pioniere della neonatologia e pediatria maestro ed innovatore della medicina astigiana.



Da" UN OSPEDALE UNA CITTA'" di Aris D'Anelli Ed. Il Platano (1996)

"Ho incontrato Carlo Currado una domenica pomeriggio nella sua bella casa piena di libri, di mobili e stampe antiche, di ricordi. Sua moglie, la signora Natalina, mi ha accolto con il suo amabile savoir faire e con un amabile sorriso.

Nacque nel 190l a Portacomaro d'Asti dove suo padre era medico condotto. Si laureo' nel 1924 all'Universita' di Torino in Medicina e chirurgia a pieni voti, con lode e dignita' di stampa. Un bellissimo esordio !

Frequento' fino al 1926 l'Ospedale infantile di Alessandria come assistente volontario e nello stesso anno divento' assistente di ruolo della divisione di medicina dell'Ospedale degli Infermi di Asti.

Conseguì nel frattempo la libera docenza in Pediatria con il massimo dei voti e la lode.
Nel 1928 e nel 1929 compi' lunghi soggiorni di studio presso le cliniche pediatriche di Parigi e di Strasburgo. Da Parigi parti' per Bruxelles per visitare il primo "asilo nido" moderno d'Europa e ne studio' accuratamente funzionalita' e strutture.
Nello stesso 1928 apri' in ospedale un ambulatorio pediatrico gratuito iniziando in Asti e nel suo comprensorio l'attivita' pediatrica e di puericultura. In Asti non vi era mai stata una struttura che si interessasse di bambini: c'era solamente l'anziano dottor Gabri, medico militare che, lasciato l'esercito, si occupava di pediatria, cioe' visitava e curava preferibilmente i bambini.

Nel 1929, Currado ottenne un locale nelle case popolari di corso Felice Cavallotti, ove installo' un asilo nido per lattanti divezzi fino a tre anni, figli di madri operaie, quasi tutte lavoratrici alla Way-Assauto, le "bulunere". All'asilo nido fu collegato un consultorio per bambini, in cui venivano visitati bimbi provenienti da tutte le localita' del Piemonte, ove tali strutture erano praticamente assenti. Per dare piu' rilievo alla sua iniziativa, organizzo' con la Croce Rossa corsi popolari di puericultura molto frequentati e seguiti dal pubblico femminile della citta', di ogni estrazione sociale. Ad ascoltare il bellissimo ed elegante professore, andarono signore, mamme ed aspiranti mamme attirate dal suo dotto modo di parlare, pieno di fascino.

Sin dal 1930 il professor Currado apri' consultori pediatrici gratuiti presso l'ospedale di Canelli e, con l'aiuto della Marchesa Incisa, a Rocchetta Tanaro. Tali consultori aumentarono gradualmente di numero, sino a formare, nel 1942, una rete di oltre quaranta consultori pediatrici affidati alla direzione di Currado; e nella gestione di questi ottenne la collaborazione di assistenti sanitarie, di ostetriche, di numerosi medici e di altro personale volontario. Tali presidi furono assai preziosi in quegli anni difficili di guerra e dell'immediato dopoguerra, in cui la popolazione dei paesi era notevolmente aumentata per lo sfollamento dalle citta', ove incombeva il pericolo di bombardamenti.
Vi era anche una certa carenza di medici, poiche' tutti i medici giovani, sino a trentacinque-quarant' anni, erano stati chiamati alle armi e con i consultori veniva assicurato un servizio qualificato con specialisti e un' organizzazione che provvedeva anche alla consegna gratuita di medicine e altri presidi sanitari.
Il professore si impegno' personalmente nella visita dei piccoli bambini e nel controllo della gestione e conduzione di tali strutture, che si mantennero ben funzionanti sino all'inizio della Riforma Sanitaria, che avoco' a se' tutti i compiti legati alla salute dei cittadini italiani.
Dal 1936 al 1939 Carlo Currado ricopri' la carica di vice¬preside della Provincia di Asti, da poco istituita. Egli si occupo' di problemi sociali organizzando l'assistenza e le cure ai bambini illegittimi o handicappati, ai malati di mente, ai ciechi, ai tubercolotici, istituendo soggiorni marini e montani, colonie permanenti ed estive, promuovendo campagne di prevenzione.
Nel 1937 Carlo Currado elaboro' un progetto molto ambizioso, quello di creare un istituto che si occupasse dei problemi della maternita' e dell'infanzia. In collaborazione con la Provincia di Asti e le autorita' comunali e con il contributo di benefattori astigiani (soprattutto il senatore Giovanni Penna che si distinse per le molte opere pubbliche da lui finanziate e l'altrettanto generosa Cassa di Risparmio di Asti), fu istituita una Fondazione intitolata alla madre del Maresciallo Pietro Badoglio "Fondazione Antonietta Pittarelli Badoglio" e fu costruito, in Via Duca d'Aosta, un grande, elegante edificio chiamato "La casa della madre e del fanciullo" in cui avrebbero dovuto trovare ospitalita' la Maternita', la Divisione pediatrica e il Brefotrofio provinciale per illegittimi.
Prima del 1935, orfani e trovate Ili erano raccolti in un moderno e funzionale edificio della citta' di Alessandria: Asti infatti apparteneva alla provincia di Alessandria: Ma nel 1935, divenuta Asti capoluogo di provincia, i trovatelli furono trasferiti al Buon Pastore di Asti ove erano state tenute, sino al 1861, giovani donne in procinto di diventare ragazze madri e fanciulle che "correvano tale pericolo"; le une e le altre attendevano che il "Buon pastore" indicasse loro la giusta via.


Piu' avanti in tale sede, denominata "Casa di recezione dell'infanzia abbandonata", furono accolti i bambini illegittimi o abbandonati, ospitati in locali malsani, poco accoglienti e insufficienti. Tale ente era amministrato dal Comune con fondi dello Stato e con le rendite di poderi e terreni agricoli.
Con la "Casa della madre e del fanciullo" si sarebbe realizzata una struttura di assistenza, profilassi e cura materno-infantile veramente nuova, moderna, quasi avveniristica secondo un concetto che è  divenuto attuale e si e' realizzato solo dopo gli anni '70.

Ma nel 1940, appena terminata la sua costruzione, l'istituto fu requisito dall' esercito che ne fece un ospedale militare. Solo nel 1946, ad un anno dalla fine della guerra, dopo importanti lavori di restauro e riadattamento per le pessime condizioni in cui fu lasciato, fu restituito alla sua funzione istituzionale: con l'intervento finanziario e normativo dell' ONMI, Opera Nazionale Maternita' ed Infanzia, venne trasferita in quell' edificio la Maternita' e trovarono accoglienza il Brefotrofio ed un reparto molto recettivo per ragazzi orfani, abbandonati o comunque bisognosi di assistenza.
Circa vent'anni dopo la Maternita' fu trasformata In Divisione di Ostetricia e Ginecologia e, piu' recentemente, vi giunse anche la Divisione di Pediatria con il suo reparto di neonatologia e una sala per immaturi. Carlo Currado ebbe molti allievi ai quali insegno' il rigore nello studio, nella ricerca e nella professione, come egli ha fatto in tutta la sua intensa e lunga vita. Volle potenziare ogni campo della pediatria, promuovendo nelI' interno dell' ospedale e della sua divisione nuove discipline come cardiologia pediatrica, che mi ha riguardato personalmente. Organizzo', in collaborazione con l'Istituto di Pediatria dell'Universita' di Torino, un Convegno dedicato ai problemi delle cardiopatie infantili che si tenne ad Asti con grande successo.
Tutti gli specialisti pediatri della provincia hanno frequentato le sue corsie, e dalla sua scuola sono usciti i due primari che lo hanno sostituito nella guida della divisione di pediatria dell' Ospedale di Asti.
Currado ha pubblicato 48 lavori medico-scientifici di patologia medica e clinica pediatrica; ha scritto articoli sulla profilassi medico-infantile per riviste e giornali, particolarmente su argomenti di grande attualita', come la campagna per la vaccinazione contro la poliomielite.
Ogni attivita' sanitaria ed assistenziale riguardante la neonatologia e la pediatria, l'alimentazione, i problemi dell' infanzia abbandonata, la profilassi delle malattie infettive, l'ambiente e il soggiorno idoneo a restituire o a migliorare la salute di bambini e ragazzi sono state affrontate e gestite da Carlo Currado per un periodo di cinquant' anni, mezzo secolo, con grande professionalita' e competenza, ma soprattutto con generosita' e amore.
Lasciato l'Ospedale nel 1971, il presidente dell' ospedale disse di lui: "Ha disimpegnato la sua funzione con la massima rettitudine, dimostrando zelo, alta competenza e professionalita'''.

Il sindaco di Asti, avvocato Vigna lo ha definito, in altra occasione: "Un continuo atto di amore per due generazioni di astigiani" .
Carlo Currado, oltre che medico e pediatra di eccezionale levatura, e' un uomo colto, preparato in ogni campo.
Ha recentemente scritto e pubblicato su riviste d'arte e di cultura due monografie di storia della medicina, ricordando due gravi eventi morbosi che hanno colpito Asti nel passato: Tifo e tubercolosi ad Asti e L'epidemia di influenza spagnola nell'astigiano. Ricordi e ricerche di un testimone, che hanno ottenuto un notevole successo ed interesse non solo tra i medici, ma anche tra studiosi di storia in molte citta' .
Currado, nel suo saggio sulla spagnola pubblicato nel 1993, ricorda quando, poco dopo aver conseguito la licenza liceale, che noi oggi chiamiamo "maturità' ", alla vigilia della sua iscrizione alla Facolta' di medicina, fu testimone di "quell'infausto periodo" vissuto anche come figlio del medico condotto che si trovo' costretto, come tutti gli altri colleghi, ad affrontare quel male che provoco' un numero molto elevato di decessi e di complicazioni, con un armamentario farmaceutico assolutamente inefficace "chinino, fenecetina e qualche altro antipiretico, iniezioni di olio canforato e caffeina per sostenere la circolazione, qualche solvente ed espettorante per il catarro dei bronchi".
E continua: "il farmacista si alzava tutte le mattine alle cinque per preparare da cinque a dieci litri di infuso di poligala, cui aggiungeva del benzoato di sodio e il liquore anisato di ammonio", e ancora ricorda "le applicazioni di cataplasmi di farina di lino e di coppette al torace che avrebbero dovuto alleggerire il circolo polmonare".
Dice il professore, sempre nel suo interessante saggio, cercando di dame una spiegazione in chiave moderna: "La singolare malignità' della "spagnola" era dovuta forse ad una mutazione repentina del virus durante il corso dell' epidemia, che aveva avuto andamento benigno nei primi mesi del 1918, oppure alla comparsa di un nuovo ceppo virale dotato di caratteristiche di aggressivita' del tutto sconosciute nella secolare storia di questa malattia".
Ancora oggi, ormai superati i 95 anni, conserva il fascino che aveva quaranta, cinquant' anni fa quando, con altri generosi, ha modernizzato la medicina delle nostre terre e del nostro ospedale.
Sempre vestito con composta eleganza, galante con le signore, gentile con tutti, Carlo Currado si mantiene informato sui progressi della medicina tanto che, partecipando a riunioni e congressi, e' sempre in grado di intervenire con competenza sugli argomenti piu' attuali perche', evidentemente, continua ad aggiornarsi. Ma la sua cultura in storia, in letteratura ed arte gli consentono di tenere banco nelle piu' varie occasioni culturali che la nostra citta' offre.

Amato dai colleghi, dagli amici, dai ricchi, dai poveri  perche' ha salvato un bimbo, una mamma, ha ridonato il sorriso ad un fanciullo, ha ridato la speranza ad una famiglia."