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Pinotu'd Brilot, poeta

Pinotu'd Brilot, poeta


Berruti Giuseppe Nicolao fu Giuseppe e Francesca Poncini, detto "Pinotu 'd Brilot" nacque a Portacomaro il 25 Settembre del 1844. Originario della località "Berruti" (in dialetto "i Bri") da questi prende il soprannome, "brilot" ovvero "piccolo uomo dei Bri" o in stile vezzeggiativo "Berrutino".
Era infatti di fisico minuto, con il volto affilato, occhi vivaci e sorriso largo, pochi capelli in testa e una paio di baffetti bianchi. Almeno questa è l'immagine che ci viene tramandata dall'unico ritratto pervenutoci, in cui compare nella posa compassata di chi a quei tempi, facendosi fotografare, quasi sempre in età avanzata e per futuro uso funerario, era conscio di compiere un atto che lo "immortalava" e trasmetteva la sua immagine ai posteri ed assumeva di conseguenza una posa rigida e seriosa da "ritratto".
Si sposò con Giuseppina Mioglio e mori, all'età di 82 anni, il 7 Marzo 1926 senza lasciare eredi.
Brilot era un Personaggio, uomo di compagnia dalla battuta fulminante sempre pronta ed in rima, destinata a divenire provererbiale, animatore di feste, grande avversario, in scontri a duello all'ultima rima, con un altro Personaggio del tempo, il Vicario Don Mario Cortese.
Raccolse, con infmita pazienza e fatica, in alcuni manoscritti poi raccolti in un volume da lui intitolato "Vita e miraco 'd Pinotu 'd Brilot" le sue poesie, storie e temi di convesazione per ogni occasione, nonchè 106 ricette a base di erbe per il suo lavoro da "settimino".
Coltivava, neanche tanto in segreto, la speranza di vedersele un giorno
pubblicare, ed il rammarico per questa impresa che infine comprese essere stata vana, è espresso nella poesia che segue:



A ie scrit tanti poesii,
Da fena in vulum
An poch tamp a son partij
An mes a tanti bali d'fum
An mes a vesco, previ, senatur  
M'an sempre fami unur
Se fissa stait al puteri
Cui rimi a feij stampé
Acquistava un criteri
Ca neuli immaginé
Esendo un pover meschin
A ie furni ad fe il setmin 


Ho scritto così tante poesie
Da fame un libro
Ma in poco tempo sono svanite
In mezzo a tante nuvole di fumo
In compagnia di Vescovi, preti e Senatori
Mi sono sempre fatto onore
Se fossi stato al potere
E fossi riuscito a far stampare quelle rime
Avrei acquistato un rispetto
Che non potete immaginare
Essendo invece un povero meschino
Ho finito con il fare il "settimino"
 


Ma i suoi fogli non sono andati perduti, il destino ha voluto che venissero invece ritrovati, riletti, trascritti e preparati alla stampa dal Professar Guido Ravizza, appassionato di "portacomaresità".
Chissà se, dopo quasi un secolo di attesa, lo spirito di Brilot vedrà avverarsi il sogno di vedere i suoi scritti dati alla stampa...?