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Un pittore - Luigi Fiora


Luigi Fiora inizio a dipingere negli anni '20 quando prestò servizio militare a Napoli così come testimoniano alcuni taccuini cha la famiglia conserva e che riportano schizzi, poesie ed annotazioni personali.
Qui è già evidente una sensibilità particolare che gli farà scrivere, in relazione al proprio modo di esprimersi: "Sono un sognatore di belle cose, non un pittore".
Tornato agli abiti civili non abbandonerà più il pennello e, giovane apprendista pasticcere al Caffè Fiorio di Asti, dedicava alle proprie tele tutti gli esigui ritagli di tempo per sperimentare tecniche e crescere stilisticamente.
Negli anno '50 lo troviamo impegnato ad animare il gruppo di artisti gravitanti intorno alla Società promotrice per le belle arti: Manzone, Gambarotta, Coretti e Corino.
Una sede privilegiata per glkincontri in cui si discuteva era il bar Roma che Fiora gestì fino agli ultimi anni sessanta.
Ma furono gli anni della pensione quelli in cui Fiora potè dedicarsi a tempo pieno alla pittura, furono gli anni più fecondi, quelli in cui realizzò opere come la bella serie monocromatica a china e tempera dei castelli dell'Astigiano, ora conservati nella Casa di Riposo di Portacomaro, le vedute valdostane della valle di Gressoney ad olio e china.